Setting a goal is not the main thing. It is deciding how you will go about achieving it and staying with that plan.
Nutritionist
Abbiamo incontrato Angelo quasi casualmente al Quadrifoglio di Peschiera Borromeo a inizio settembre 2015. Ci ha colpito immediatamente per il suo entusiasmo e la passione mentre ci spiegava in cosa consistesse il suo lavoro con i bambini.
Riccardo, il nostro primo figlio, aveva appena compiuto 4 anni. È sempre stato un bambino molto sensibile, empatico, intelligente, curioso, ma anche molto timido, introverso e ansioso.
Alla fine dello scorso anno scolastico, il primo della scuola materna, le maestre ci avevano consigliato di fargli praticare psicomotricità per aiutarlo a risolvere alcune sue insicurezze e comportamenti inconsueti: non voleva fare pipì a scuola, la teneva per più di otto ore e a volte non riusciva a tenerla…; interagiva con un numero ristretto di amici, che frequentava anche al di fuori della scuola, mentre spesso provocava gli altri bambini, anche di altre classi, per esempio distruggendo le loro costruzioni e facendoli arrabbiare fino a che non finiva per essere picchiato da loro; non voleva fare né ginnastica né religione, spesso non voleva fare i lavoretti e i disegni che venivano proposti alla classe e non voleva nemmeno cantare; doveva sempre essere incoraggiato, ma molto spesso finiva per isolarsi nel gioco; aveva difficoltà nell’esprimere le sue emozioni verbalmente, lo faceva solo attraverso i gesti, spesso tirandosi pugni in testa nei momenti di disagio.
Ma c’erano anche tanti aspetti positivi in lui: le maestre ci dicevano che manifestava una proprietà di linguaggio e di espressione rare per la sua età, attenzione verso alcuni argomenti che venivano proposti a scuola e verso le letture, sistematicità nell’organizzare i giochi.
Quello che avevamo osservato noi, oltre alla difficoltà di relazionarsi con bambini che conosceva poco, provocandoli, erano i suoi blocchi, le sue paure, che lo portavano inevitabilmente a isolarsi rispetto ai suoi coetanei, come non andare in bici o sul monopattino, salire sui gonfiabili, oltre al terrore di entrare in acqua che aveva mostrato nel corso dell’estate. Avevamo osservato diversi episodi di rabbia quando veniva contraddetto e forte resistenza ai cambiamenti, anche piccoli e apparentemente insignificanti. Era molto spaesato quando si trovava in contesti nuovi o con persone nuove.
Riccardo ha un fratellino di due anni e mezzo più piccolo, Davide, con il quale è molto protettivo e passa molto tempo a giocare, ma nei primi mesi dopo la sua nascita aveva manifestato una forte rabbia nei nostri confronti, una rabbia che si manifestava soprattutto con pipì e cacca addosso: le maestre ci avevano spiegato che questo era il suo modo di “punirci” e allo stesso tempo di attirare la nostra attenzione.
Ci siamo rivolti ad Angelo con la speranza che lo aiutasse innanzitutto a superare la sua rabbia e i suoi blocchi, ad acquisire maggiore sicurezza in se stesso, coinvolgendo in questo percorso tutta la famiglia, in prospettiva anche di un altro grosso cambiamento per tutti, quale la nascita di un altro fratellino.
Sin già dai primi incontri con Angelo, Riccardo ha completamente cambiato il suo rapporto con l’acqua: se prima ne era terrorizzato, ora riesce a galleggiare con i braccioli, infilare la testa sott’acqua, riesce a fare intere vasche nuotando a modo suo, si rilassa e si fa coccolare in acqua, divertendosi moltissimo. Gli piace raccontare quello che fa in piscina. Durante i primissimi incontri era restio persino a togliersi i pantaloni, adesso appena entriamo nello spogliatoi si toglie tutto quello che ha addosso e si infila la cuffia in testa.
Ma i miglioramenti più importanti li abbiamo visti fuori dall’acqua. Nel giro di pochi mesi ha gradualmente superato le sue paure nella vita di tutti i giorni: si butta giù dai gonfiabili e dagli scivoli; ha cominciato ad andare in bicicletta e a fare ginnastica insieme ai suoi compagni di asilo; nei momenti di difficoltà o nervosismo ha quasi completamente smesso di tirarsi i pugni in testa, battendoli invece sul tavolo o sul letto. Ha finalmente iniziato a utilizzare il bagno dell’asilo di sua spontanea volontà: chiedere alle maestre di andare in bagno prima sembrava un’impresa impossibile, adesso è la normalità.
Per la festa di Natale della scuola materna ha cantato insieme ai suoi amici divertendosi e le maestre ci hanno riferito che partecipa con entusiamo all’attività didattica proposta e ha smesso di provocare gli altri bambini. Nei suoi disegni, che prima rappresentavano sempre strani “grovigli” (lui li chiamava “incidenti”), ora vediamo sempre soli, arcobaleni, cieli azzurri. E anche tanti mari, fiumi e…piscine!
Sta aspettando con serenità l’arrivo del nuovo fratellino, evento che fino a pochi mesi prima era per noi motivo di grande preoccupazione per ciò che questo ulteriore cambiamento avrebbe potuto provocare in Riccardo. Osserva la pancia della mamma che cresce, vi appoggia la testa, ride quando sente scalciare. È pienamente consapevole di quello che sta per succedere e ci ha detto che quando Lorenzo, il nuovo fratellino, sarà in grado di camminare, diventerà un nuovo compagno di giochi.