Trauma emotivo: fai il punto sulle tue relazioni!

Quando si vive un conflitto, spesso è come se una delle due persone cercasse di vincere a scapito dell’altra.
Come nello sport, si pensa che ci debba essere un vincente.
Se uno vince, l’altro perde. Tutta l’energia è focalizzata nel cercare di dimostrare di avere ragione, per assicurarsi la vittoria naturalmente!
Nelle relazioni a mio parere il concetto di vittoria è differente.
- Si vince quando si è capaci di sentire il dolore dell’altro.
- Si vince quando si è capaci di sentire che c’è spazio per sè e per l’altro.
- Si vince quando si è capaci di accogliere profondamente il punto di vista dell’altro.
- Si vince quando si è capaci di creare una connessione con l’altro.
Partendo da questo concetto di vittoria, non serve più portare l’altro dalla tua parte per sentirti “vincente”.
Si vince insieme. Non ci sono perdenti.
Una parte del mio lavoro consiste nell’aiutare le persone ad esprimere i non detti, a fare i conti con la paura del conflitto a livello verbale, a liberarli da quei tic nervosi spesso collegati a quello che hanno represso.
Tic nervoso e disagio nel corpo:https://youtube.com/shorts/QIWC0ZAlqPY?si=e89dQG_k4gSqT622
Molti sono i bambini e gli adolescenti che portano nel corpo le ferite di una comunicazione aggressiva.
Basta osservarne il respiro corto, la presenza di tic, lo sbuffare o lo stare a tratti in apnea.
La testa bassa, la fatica a guardare negli occhi, il busto inclinato in avanti.
Una parte del loro corpo è spesso contratta; in generale mostrano poca elasticità muscolare.
Quando li osservi nello sport, puoi vedere che i movimenti sono lenti, spesso caratterizzati da scarsa fluidità e da una difficoltà generale a mantenere l’equilibrio, a stare nel proprio asse.
Tutto questo ci dice che ci sono emozioni inespresse, bisogni non riconosciuti, una violenza verbale subita.
Del resto non è necessario alzare la voce o usare parole pesanti per essere aggressivi, si può essere violenti anche quando si usa il silenzio per punire.
TRAUMA EMOTIVO E SOFFERENZA
Emma, così la chiameremo, è un adolescente che ha ricevuto dal proprio padre frasi di questo tipo:
“Non sei capace di fare niente…” “Io alla tua età facevo…” “Come fai ad essere così!”
Emma ha smesso di comunicare. “Tanto non cambierà mai niente!”- è questo che pensa.
Ha generato la fantasia che solo andandosene di casa le cose finalmente cambieranno.
Ignora che porterà con sé il problema, perché ne custodisce le memorie nel corpo, fintanto che non deciderà di tornare ad essere libera interiormente.
Mattia è un giocatore talentuoso di Pallacanestro.
“Tira, scivola, nooo! Che cosa fai? Svegliati! Ti dico sempre le stesse cose! Mi capisci? Dove sei con la testa?”
Ascolta queste parole ad ogni allenamento. Ogni volta che sbaglia si sente in colpa.
Fa tutto quello che dice il suo coach, ma questo non basta a farlo stare bene. Mattia non si sente mai all’altezza.
Anna interrompe sempre il marito quando lui parla.
Scuote la testa e a tratti punta il dito, nel suo linguaggio non verbale.
Lui, durante una sessione, riesce a dire che ha smesso di comunicare ormai.
La violenza che sente è tale che, se la facesse uscire, sarebbe incontrollabile. Tiene tutto dentro. Tiene duro.
Mente per evitare ogni conflitto.
Mente ad Anna ma non riesce a mentire a quello che sente nel corpo.
LA SCELTA: STO NEL TRAUMA OPPURE NO?
Stare in una relazione e viverla, qualsiasi essa sia, è il più grande atto di evoluzione e cambiamento per un essere umano. In una relazione si può osservare qual è la parte di noi che necessita di cure e di attenzione.
Quella parte di noi emerge anche grazie alla relazione con l’altro.
Che cosa vuoi farmi vedere?
Che cosa vuoi mostrarmi?
Possiamo iniziare da queste domande
Percorsi di crescita personale di gruppo per uomini e donne:https://www.joytrainer.it/brothers-in-action-e-be-yourself/
Indice contributi sul trauma emotivo:https://www.joytrainer.it/indice-contributi-sul-trauma-emotivo/
Il mio lavoro di riequilibrio sul sistema nervoso: https://www.joytrainer.it/traumi-e-shock-emotivi/