Trauma emotivo: fallimento e lealtà

FALLIMENTO E TRAUMA
Chi dovrebbe proteggerci e sostenerci diciamo che fa e ha fatto del suo meglio.
Un genitore che non ha gli strumenti necessari per gestire quello che gli sta accadendo sul piano emotivo, quando entra in relazione col figlio, attiva delle pretese: “cambia”!
Si chiede all’altro di cambiare.
Quanto ti è stato chiesto di cambiare?
Quanto ti sei spinto a cambiare per essere incluso?
Quanto ti rifiuti in questo momento di cambiare?
Potrebbe essere questo rifiuto al cambiamento, parte del tuo fallimento?
A cosa stai reagendo?
Ti sei mai chiesto perché un individuo non riesca a raggiungere i suoi obiettivi?
Quando una persona fallisce, spesso il fallimento non ha nulla a che vedere con ciò che sta accadendo nel momento presente.
Non si tratta di abilità o competenze che mancano e tantomeno da acquisire.
Sicuramente non vengono del tutto espresse al meglio!
Il fallimento è un’occasione di risveglio!!!
La febbre ad esempio porta a galla la tua rabbia repressa, un ginocchio che si rompe o infortunia la tua capacità di piegarti, una polmonite la paura di morire o di perdere qualcuno/qualcosa..
Anche il fallimento potrebbe essere nella sua avversità una grande benedizione.
Che cosa sta portando a galla?
Che cosa vuole mostrarti?
Passiamo ora all’immagine che hai di te.
TRAUMA EMOTIVO E IDENTITA’
L’immagine che hai di te dipende da più fattori.
Ne esaminiamo due: gli sguardi e le esperienze.
Tutti gli sguardi che ho incontrato, soprattutto i più severi e giudicanti, mi hanno mostrato le ferite di chi mi stava guardando.
L’ho capito in là con gli anni e quello che ho fatto, visto che avevo interiorizzato l’idea di essere io quello sbagliato, è prendermene cura.
Non riguardavano me: è così che ho liberato quelle parti di me intrappolate in quello spazio tempo.
Era roba loro: è che per un pò ci ho creduto.
La stessa regola l’ho applicata per quelle esperienze che avevano lasciato una traccia di disagio.
Che tu sia un giocatore di pallacanestro o di tennis, una ballerina o un individuo che cerca di fare l’imprenditore poco importa, fermati un attimo.
Chi pensi di essere se ti soffermi sugli sguardi, le parole, i non detti, le azioni che mamma e papà rivolgevano a te?
Un bambino non è in grado di capire che la mamma quando lo critica è perché sta male, sta soffrendo e che quella è l’unica cosa che sa fare per stare in equilibrio.
Un bambino vede i suoi genitori come degli eroi, qualsiasi cosa essi dicano o facciano.
Dal genitore il bambino si nutre. Si nutre per sopravvivere e si nutre di amore.
Potrebbe essere che abbiano esteso anche su di te, per come ti guardavano, i loro irrisolti?
Potrebbe essere che tu gli stia ancora credendo?
FALLIMENTO E LEALTA’ COME AGISCE IL TRAUMA
Si fallisce per lealtà!
Si è leali interiorizzando le speranze, le aspettative, gli stati d’animo, lo spirito del gruppo famiglia.
Senti che stai fallendo o ti senti bloccato?
A che cosa, a chi sei leale?
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Quando si disobbedisce a queste forme di lealtà, bisogna fare i conti coi sensi di colpa.
E’ la strada che bisogna percorrere per aprirsi al proprio destino.
Prova a ripetere questa frase mettendo entrambe le mani sul cuore:
Lascio andare ogni attaccamento all’abitudine a fallire come forma di fedeltà a mia madre/padre.
Poi fai un respiro profondo e prenditi qualche secondo per ascoltare il tuo corpo.
RIBELLIONE COME REAZIONE AL TRAUMA
Si fallisce anche come atto di ribellione.
Quando un individuo viene costantemente esaltato per le sue capacità, per quello che fa o ottiene, gli sforzi che deve sostenere per sentirsi adeguato e accettato sono immensi.
E’ un continuo tenere alta l’asticella per sentirsi amato.
Potrebbe insorgere il bisogno di rompere questa strategia, per imparare a ottenere amore in modo diverso.
Nel fallimento si potrebbe persino ritrovare pace e libertà.
Si interrompe quel meccanismo perverso di avanzare nella vita, dovendo essere perfetti, sul pezzo, indistruttibili.
Senti di essere stufo di dover dimostrare il tuo valore?
Prova a ripetere questa frase mettendo entrambe le mani sul cuore:
Lascio andare ogni attaccamento all’abitudine a fallire come forma di ribellione alle aspettative di mio padre – mia madre- vedi tu chi citare.
Puoi concederti la possibilità di trasformare il disagio che stai sperimentando?
Sul bisogno di fallire e su questo movimento di lealtà al fallimento, si potrebbero scrivere ulteriori pagine.
Mi fermo qui.
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