Un nuovo modello di società sportiva

Una società sportiva si prefigge attraverso il gioco, la competizione, gli allenamenti di far crescere i propri atleti.
Tutto perfetto fino a qui.
Chi si preoccupa nella società attuale di insegnare e trasmettere a tutti gli atleti di qualsiasi livello ed età, strumenti per accrescere il proprio livello di consapevolezza, migliorare la comunicazione, riconoscere il proprio nucleo di dolore, valorizzare le proprie risorse?
La scuola si aspetta che sia la famiglia come istituzione a supportare con tutta una serie di strumenti i propri figli.
Ti sei mai chiesto come faccia un genitore a dare, ciò che a sua volta non ha ricevuto e non conosce?
La stessa cosa la fa il procuratore col suo assistito.
Da ciò che sa.
Agisce per come è.
Dunque, se la scuola ha delle aspettative sulla famiglia, la famiglia ha delle aspettative sulla scuola e sulla società sportiva, la società sportiva su chi rivolge le proprie aspettative?
Gran parte delle persone che militano all’interno e anche all’esterno di una organizzazione sportiva, riconoscono i problemi che ci sono da affrontare.
Vi riporto alcune delle risposte che ricevo quando presento un progetto formativo.
1.”Angelo il progetto che mi proponi è innovativo.Un percorso di questo tipo che io sappia non si è mai fatto, chissà cosa penseranno i giocatori”.
Questa frase fa emergere le paure dell’allenatore e le potenziali fantasie su cosa possa accadere.
La paura irrisolta dell’allenatore, non permette al progetto di essere attivato.
All’apparenza sembra essere il progetto l’oggetto del problema.
Sul progetto in realtà vengono caricate e proiettate paure e fantasie personali irrisolte.
La paura irrisolta dell’allenatore (vale per chiunque), viene attivata e portata a galla dal progetto.
L’allenatore (mi viene in mente anche il g.m o il presidente) non ne è consapevole e il suo timore personale irrisolto, fa si che le cose restino così come sono.
Poco importa che che ci siano attriti o conflitti all’interno del gruppo.
La soluzione viene cercata altrove, lontano dal disagio emotivo che sta sperimentando.
Il timore personale di cosa penseranno i giocatori o di come potranno reagire blocca sul nascere il progetto.
Secondo voi, la persona in questione, sarà in grado prima di approvare o bocciare il progetto di prendersi cura della propria paura?
Vuoi sapere come finisce?
Quando è il presidente a detenere il comando all’interno della società sportiva e il timore personale iniziale è messo da parte, per forza di cose sarà qualcun altro a pagarne le spese.
Questo “movimento energetico” non lo fa solo il presidente.
Vale per tutte le figure che hanno voce o un peso specifico all’interno della società sportiva.
E’ più facile per un allenatore non far giocare il proprio atleta o per il giocatore remare contro il proprio allenatore.
Si cerca il colpevole, si cerca di far piazza pulita.
La conclusione di tutto è: “sei tu che non vai bene” e vieni rimpiazzato con qualcun altro.
Il karma della società sportiva? Sei consapevole che la società sportiva si carica di energie grevi?
Quante ferite ho constatato attraverso i professionisti che ho seguito in ambito sportivo.
Quanti allenatori e giocatori giocano col dente avvelenato, carichi di rancore, col desiderio di riscattarsi, di dimostrare che meritano amore.
Fintanto che non si creerà una cultura diversa da dentro le società sportive, l’illusione del vogliamoci tutti bene e “meglio che stia zitto altrimenti chissà cosa succede” avrà la meglio.
2.”Angelo questo progetto è meraviglioso ma le società sportive non sono disposte a investire su questo”.
Se una società sportiva è disposta a investire solo in una determinata direzione è corretto dal mio punto di vista rispettarla. D’altronde ognuno sperimenta ciò che conosce. Il rischio? La perdita di tesserati, conflitti e attriti al proprio interno, risultati che tardano ad arrivare nonostante gli investimenti economici messi in atto.
3.“Angelo questo progetto è super, ne avremmo un gran bisogno ma è difficile mettere d’accordo tutti”.
Non si può mettere d’accordo tutti e subito. Dietro grandi obiezioni ci sono resistenze e timori non riconosciuti e non espressi. Spesso i no, non sono sui contenuti, sono di altro genere
4.“Angelo il tuo progetto è stato approvato si parte. I benefici cadranno a cascata su tutti.”
Sento che nel mondo ci sono persone pronte a fare un salto di qualità insieme, quando questo accade sono grato.
Il mio scopo di vita sostiene gli sforzi messi in campo
Può un sistema essere cambiato?
Io credo di si
Anche tu fai parte del sistema in cui sei inserito, anche tu puoi contribuire al cambiamento.
Come? Facendo la tua parte!!!
Siamo ancora così convinti a questo punto, che il modello di società sportiva così come la conosciamo, sia ancora così efficace e funzionale?
E’ da sette anni che propongo un nuovo modello di società sportiva.
Sei interessato a conoscerlo?
Cosa si può fare di diverso?
Se hai ancora delle resistenze, questo video potrebbe esserti di aiuto: