Allenatore: pace o ambizione ?

TRAUMA EMOTIVO: L’AMBIZIONE CHE SEPARA DALLA PACE
Quando c’è pace si è forti.
Quando c’è pace non c’è inquietudine.
Quando c’è pace non si va in cerca del capro espiatorio.
Quando c’è pace si può portare speranza, unione.
Senza pace c’è ambizione.
Questo è un punto fondamentale da osservare.
Molte scelte professionali hanno questa impronta.
Ci si spinge in alcuni contesti non a caso, per sentire di più o sentire di meno.
Lo sport viene usato anche per questo.
Diventa una vetrina, un grande palcoscenico.
Se non c’è pace si è alla ricerca di qualcosa di diverso dalla pace: potere, prestigio, bisogno di essere visti, di sentirsi qualcuno, di affermarsi.
Quando lavoro in gruppo, all’interno di alcune aziende chiedo ai partecipanti di elencare tutte le caratteristiche dell’ambizione.
Dopo questo lungo elenco creiamo una storia.
Faccio un piccolo esempio.
Alcune delle caratteristiche dell’ambizione: determinazione, menzogna, avere il controllo, non potersi fermare.
Ecco la storia: “per poter essere ambizioso bisogna che io sia determinato, devo essere disposto a mentire rispetto a quello che provo o che penso. A questo punto quando sento che posso mentire ho il controllo. Per avere il controllo non posso fermarmi”.
E’ un esercizio interessante da proporre agli allenatori.
Gli allenatori soffrono come ogni individuo sulla terra, ma il movimento che li porta in quella specifica posizione, è perfetto per sentire che hanno il controllo, che spetta loro decidere, che sono l’autorità.
Pensano di conoscere i loro atleti, ma le scelte che fanno sono molto condizionate dal funzionamento del loro sistema nervoso che risponde e obbedisce a informazioni somatiche, non concettuali.
Gli schemi scelti, chi far giocare, quello che dicono, le parole che reprimono.
Sono irraggiungibili: loro sono quelli che sanno tutto, che sanno cosa è meglio per i loro atleti.
Non si accorgono di quanto si stiano proteggendo.
Un allenatore subisce costantemente violenze.
- Esoneri improvvisi e relazioni che sembravano forti crollare
- Giocatori che remano contro.
- Media o sponsor carichi di aspettative.
- Contratti economici non rispettati.
- Umiliazioni, ingiustizie.
Tutto questo se non viene trasformato, dove rimane?
E se è vero che ogni individuo ricalca o ripercorre ciò che non ha trasformato, per gli allenaotori che ho avuto modo di seguire, possiamo ritrovare questi aspetti dolorosi non solo sul campo da gioco.
Sono aspetti presenti nella loro vita fin da prima.
Quando arriva la sconfitta, o la stagione sportiva finisce, cosa si raccontano?
Una storia per giustificare l’assenza di pace.
Osserva quante persone intorno a te mentono, rimanendo attaccati alla storia che si raccontano.
E’ un indicatore del dolore che trattengono e al contempo di tutto quel dolore che dà ad ognuno molto valore.
Quello che manca è la pace.
Ma dove trovarla? Sul campo da gioco?
Con una vittoria? Con un’ottima retribuzione?
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E’ un documento prezioso per allenatori, atleti, genitori, presidenti.
Qui potrai finalmente far emergere i tuoi attaccamenti e a quale padrone stai ubbidendo.
Un allenatore che ha imparato a fare da solo e a proteggersi costantemente, mette da parte quello che vorrebbe dire e lo fa per sentirsi a sua volta apprezzato e ben voluto.
Rimanere soli è scomodo.
E’ così?
Interviene ancora una volta la menzogna per coprire quello che non si è in grado di tollerare sul piano emotivo.
Diciamocelo: il mondo ti vuole forte.
Gli altri ti vogliono forte perché hanno bisogno di qualcuno su cui potersi appoggiare.
TRAUMA EMOTIVO: LA MENZOGNA
Un allenatore che comunica trattenendo quello che prova, non è sbagliato.
Chi dà informazioni opposte a come si sente non è sbagliato.
Tuttavia mente.
Diventa la danza della menzogna e delle apparenze.
Gli esseri umani mentono costantemente.
Mentono a loro stessi.
Guardala la menzogna: essa è al servizio di cosa?
Quale bisogno soddisfa?
PACE E AMBIZIONE: USCIRE DAL TRAUMA EMOTIVO
Cosa succede quando un uomo ambizioso incontra un uomo di pace?
Se nell’ambizione vi è la necessità di avere di più o di essere di più e questo genera sforzo, pressione e contrazione nel corpo, nella pace cosa potresti trovare di diverso?
Quando un uomo ambizioso incontra un uomo di pace succede sempre qualcosa.
Chi è nell’ambizione non ha nulla a cui aggrapparsi, quando incontra un uomo che è nella pace.
Nel giardino interiore di chi è nella pace vi è l’assoluta libertà per ogni specie di crescere.
Non è la pianta che fa la differenza (il nome del giocatore o la società in cui viene chiamato a lavorare) ma il terreno sulla quale la pianta stessa cresce.
Che cos’è questo terreno? Qui volutamente non rispondo e lascio che sia stu che stai leggendo a investigare.
La pace è un contenitore molto più grande dell’ambizione.
Non fa rumore, non ha milioni di follower, ma è enorme.
Questo spaventa chi è alla ricerca di potere e prestigio.
TRAUMA EMOTIVO: LA PACE
Cosa faresti se una goccia di vino finisse sul tavolo che hai apparecchiato?
Saresti disponibile a gettare il tavolo?
Sarebbe un gesto sproporzionato vero?
La pace è questa. Ti serve un semplice panno di carta.
Apparentemente inutile e privo di valore rispetto all’illustre e pregiata bottiglia di vino o al tavolo antico e restaurato sul quale ogni giorno ti appoggi per nutrirti.
Osserva la sua funzione.
Se il panno di carta venisse posato dolcemente sulla tavola, sulla goccia di vino, il liquido verrebbe velocemente assorbito.
La pace riesce a fare questo perchè è inclusiva.
Riesci a comprendere cosa voglio dirti?
Chi è nella pace non sottomette e non si lascia sottomettere.
Scegli se essere un uomo di pace o un uomo ambizioso.
E stai attento agli inganni dell’ambizione.
Quando hai bisogno di sentirti importante per qualcuno, potresti avere interiorizzato di non sentirti nessuno.
E’ il tuo essere, che si sente messo in discussione: posso esistere?
E’ il tuo essere che vuole calore umano, apprezzamento, sostegno.
C’è qualcosa che manca come informazione nel corpo quando ti lasci sopraffare dall’ambizione.
C’è qualcosa che è troppo e che al contempo è trattenuto come informazione sentita nel corpo.
Chi ambisce non vuole solo di più. Si sente anche meno e sente anche meno.
Potrebbe sentire in alcuni momenti tristezza, apatia, scarsa vitalità ma non è in grado di stare in compagnia di queste informazioni.
E’ troppo e risulta difficile.
E’ anche per questo che quell’individuo avrà bisogno di una energia di movimento che vada verso fuori per andare nel mondo: l’ambizione.
Sentire meno al contrario è un tipo di energia che spinge verso dentro ed è un po come sentirsi morire.
C’è una informazione nel corpo che manca o che è carente.
L’ambizione svolge questo compito: riempire quello che manca o che è carente.
Aiutare le persone a prendere coscienza della storia che si stanno raccontando è parte del mio lavoro: è’ indispensabile per smascherare le strategie della mente e per non lasciarsi sopraffare da emozioni intense.
E’ da queste emozioni che nascono pensieri.
L’essere umano usa alcuni meccanismi di difesa della mente per gestire e arginare quelle emozioni difficili: la negazione, l’ intellettualizzazione, la ragione.
Una montagna non sente l’urgenza di essere più alta di un’altra. Non credi?
Con amore
Angelo
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