La solitudine dei giocatori professionisti

“La solitudine dei giocatori professionisti” vuole essere un inno alla vita, un inno al risveglio.
Che cosa spinge secondo te un atleta a isolarsi o ad autosabotarsi?
- Incapacità di esprimere il proprio punto di vista, di gestire il conflitto.
- Paura di contattare le proprie emozioni e incapacità di contattare le proprie risorse.
- Identificazione nel ruolo o col nucleo di dolore.
- Paura di perdere il proprio valore.
- Vergogna, senso di colpa, senso di inferiorità. Infortuni fisici ricorrenti – inaspettati – intensi e significativi.
- Conflitti irrisolti o sospesi col procuratore, allenatore, colleghi, partner, famiglia di origine.
- Fantasie e scenari catastrofici rispetto al proprio futuro.
- Credenza di dover subire il dolore: senso di impotenza appresa per via di eventi emotivamente significativi.
- Calunnie varie – voltafaccia di colleghi o sponsor.
- Pensieri pessimisti e costanti.
- Perdita di energia.
- Quando si accorge di aver tradito se stesso.
- Ferite non elaborate che si riattivano: ingiustizia,tradimento,umiliazione,abbandono,rifiuto.
- Stipendi non pagati o accordi non rispettati.
- Critiche distruttive sul suo gioco.
- Lutti non elaborati.
- Paura di non farcela a sostenere le proprie aspettative e quelle altrui.
- Perdita di fiducia e di gioia.
- Imporsi obiettivi troppo alti rispetto alle proprie capacità interiori e abilità tecniche -motorie.
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Scarica la presentazione “Atleti in evoluzione”: per atleti, allenatori, genitori, agenti sportivi: https://www.joytrainer.it/atleti-in-evoluzione/
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Una meditazione per te “Il Risveglio”, con la voce di Marco Zanni