Trauma e collaborazione: è possibile collaborare?

COME IL TRAUMA INCIDE SULLA COLLABORAZIONE
Questo scritto nasce dopo un incontro con un agente sportivo.
Un incontro intenso, molto ricco di emozioni, di grande apertura di cuore e onestà da parte mia e del procuratore sportivo.
Quello che è accaduto dopo lo custodisco nel cuore.
Quello che è emerso dentro di me, l’ho scritto qui: per me e si ti va anche per te!
Quando il punto focale della vostra vita è l’amore, non avete aspettative su come gli altri dovrebbero rispondere ai vostri atti di amore.
Sei pronto?
Nella vita ognuno di noi è chiamato a portar fuori la propria unicità.
Quando ci esponiamo ci conosciamo: gli altri sono una sfida perchè ci mettono costantemente in contatto con chi siamo e anche con quello che a volte non siamo disposti a voler vedere.
Le relazioni sono una grande fonte di evoluzione . Avrai notato persone disposte a tutto pur di ricevere un si, altre che vanno in pezzi dopo alcuni no.
Non siamo tutti uguali, ognuno di noi ha un cuore emozionale che apre e chiude a seconda del percepito di quel momento e anche di quello che gli è accaduto nella vita.
Lo scopo di questo scritto è esplorare. Chi non esplora spesso subisce l’altro e se accade è la paura ad avere la meglio.
Chi non fa domande spesso interpreta o la prende sul personale. Questo stare zitto, è perchè in alcune occasioni, non si hanno gli strumenti per sostenere un conflitto costruttivo. Succede nella vita professionale come in quella privata. A volte si temono le conseguenze. A volte non si è in grado di prendere il proprio posto nella relazione.
Anche chi sta zitto e pensa col suo atteggiamento di essere sempre rispettoso, forse potrebbe rivedere il suo punto di vista in alcuni momenti.
Non si tratta di convincere nessuno a cambiare idea.
Questo è l’intento profondo di questo scritto: abituarsi a fare domande, a creare qualora servisse anche quel pizzico di disagio nel nostro interlocutore, sempre con rispetto. E’ così che si progredisce.
Partiamo
Ognuno di noi sceglie su chi e su cosa sintonizzarsi e lo fa in ogni istante.
Ognuno di noi attira nella sua vita non ciò che vuole ma ciò che è.
C’è così tanta sete di amore che si ha difficoltà in questo periodo storico ad ammetterlo e a riconoscerne il bisogno.
Si preferisce spostare l’attenzione su altro e questo è comprensibile se si vuole evitare di cambiare o di sentire qualcosa di scomodo.
Evitiamo di esplorare la scomodità. Ne sei consapevole?
Tutto spinge verso l’annullamento della scomodità.
Ma è possibile costruire una relazione significativa in questo modo?
Qual è il prezzo che si paga evitando il confronto, il disagio, la scomodità?
C’è così tanto dolore accumulato, così tanto bisogno di dimostrare, di apparire che risulta difficile tenere gli occhi e il cuore aperto.
La vita continua e anche la vita di ogni essere umano continua.
Perché nella vita c’è vita così come in ogni essere vivente scorre la VITA.
Tuttavia si può scegliere cosa esprimere, cosa risvegliare, cosa lasciare andare, cosa curare.
Certo non è uno scherzo fare tutto questo.
Come non è uno scherzo la vita.
Come non è uno scherzo il nostro incontro.
Ti prendo sul serio, perché per primo mi prendo sul serio.
A questo punto ti invito a prendere penna e carta
Troverai una serie di considerazioni più avanti, sono diciassette punti.
Non sono verità, sono sono delle potenziali ipotesi, per aiutarti, se lo reputi utile, a guardarti dentro.
Ti invito ad annotare sul tuo foglio il numero della domanda e a mettere un numero che va da 0 a 10.
Dieci (10) significa che sei profondamente contattato e toccato e che ti riguarda.
Zero (0) assolutamente no, non ti riguarda, non la senti tua come affermazione.
Sentiti libero di esprimere un punteggio che va da 0 a 10.
Lo scopo è quello di aiutarti a portare a galla alcune risorse e alcune ferite nascoste.
Con grande rispetto stima e amore Angelo
Per te collaborare significa
- Mantenere il controllo
- Dire cosa fare
- Decidere cosa fare
- Fare tutto tu
- Speriamo di non essere fregati
- Sentire che c’è spazio per te e per l’altro
- ALTRO
Perché non si attiva la collaborazione?
1 Scelgo io per i miei giocatori!
Chi sceglie al loro posto si illude di essere una loro estensione.
È così che alcune proposte non vengono presentate.
Dice di volerli proteggere, ma in realtà chi sta cercando di proteggersi, è colui che sta scegliendo per tutti.
2 Non credo di essere capace di portare fuori questa proposta di guarigione, evoluzione, risveglio, consapevolezza. Non so da dove partire e come dirlo.
3 Sento di non avere la capacità di far notare in modo neutro cosa sono stato in grado di cogliere e vedere nel comportamento del mio atleta senza giudizio.
4 Temo il giudizio o il rifiuto.
5 Ho il timore di perdere ciò che ho costruito.
6 Ho bisogno di rimanere al centro dell’attenzione e di sentirmi importante (meglio ricevere qualche lamentela o nodo da risolvere che perdere questa opzione di sentirmi utile).
7 Si attivano paure personali irrisolte.
8 Non sono capace di esplorare eventuali “non mi interessa”, “non fa per me”, “no”, “lascia perdere”.
9 La prendo sul personale se i miei atleti non accettano una cosa in cui io credo.
10 Penso che se la debbano cavare da soli.
11 Vivo nella convinzione che non debbano esserci resistenze quando gli presenterò la tua proposta di evoluzione.
12 Rimango agganciato al ruolo sociale che mi viene conferito.
13 Voglio fare da solo (tema delicato difficile da guardare che attiva ferite irrisolte).
14 Ho priorità familiari e personali per cui semplicemente questo non è il momento adatto.
15 Non voglio sentir parlare di questi argomenti mi infastidisce, ,sento che mi smuovono. Meglio evitare.
16 “Se solo avessero una famiglia diversa, se solo non fosse così arrogante, se solo avesse più coscienza, se solo fosse capace di ascoltarmi, se solo non fosse circondato da queste persone, se solo..” Sposto l’attenzione su quello che secondo me manca in questo momento e che se ci fosse, mi porterebbe ad espormi.
17 Voglio il controllo della situazione.
Se accanto ad ogni domanda hai messo un punteggio da 0 a 10 come hai letto all’inizio, ora guarda dove ti trovi e soprattutto se ti ci ritrovi.
TRAUMA E COLLABORAZIONE
Da 170 a 120
Il tuo livello di resistenza è molto alto. Il tuo bisogno di proteggerti è elevato. Hai bisogno di tenere il controllo. Collaborare suscita emozioni intense che non vuoi sentire.
Da 119 a 102
Le resistenze diminuiscono anche se il dubbio e la paura rischiano di prendere il sopravvento. Potresti aver bisogno di ristabilire dentro di te quel senso di fiducia e sicurezza che ti porta ad essere evitante o sfidante. Chi ha calpestato o tradito la tua fiducia? Qual è il messaggio di evoluzione per te? Anche se l’ambiente che ti circonda è sicuro, potresti percepire dentro di te un pò di minaccia e senso di allerta. Si tratta fare i conti con la tua ferita di ingiustizia e di umiliazione? Chi non sei più disposto a voler perdere?
Da 101 A 77
La tua curiosità ti spinge a fare domande. Ti apri ai contenuti e a voler costruire una relazione autentica col sottoscritto. Ti apri e lo fai perché senti che non c’è giudizio, c’è rispetto e reciprocità. Ti prendi del tempo di qualità per portare a conoscenza dei tuoi atleti di questo servizio di crescita personale.
Da 76 in giù
Comprendi il valore aggiunto di questo servizio sia per te che per il tuo assistito. Comprendi che siamo tutti collegati e che i benefici ricadranno a cascata su tutti. Sei nel tuo potere personale e sei capace di rimanere al tuo posto anche se dall’altra parte potrebbero esserci delle resistenze iniziali che sai esplorare.
Ti impegni a crescere, sai fare domande, sei rispettoso. Non sei più disposto ad essere né lo zerbino di nessuno, né il confessore, né a prendere il posto di qualcun altro nella vita del tuo assistito.
Sei fermo e chiaro, assertivo e intuitivo.
La tua energia è preziosa e comprendi quanto oltre a tutto ciò che sei già in grado di fare come raggiungere il cuore del tuo atleta.
Attiri a te nuovi atleti, più coerenti col tuo livello di energia e di evoluzione.
Dei 17 punti visti insieme in precedenza, quale ha suscitato in te maggiore interesse?
IL DONO INASPETTATO: VEDERE OLTRE IL TRAUMA EMOTIVO
Alcuni doni nella mia vita sono arrivati in modo inaspettato, in una fascia di orario diversa da quella da me prevista e anche in una forma che mai avrei pensato.
A volte sono stato in grado di coglierne l’opportunità altre no perché ero troppo in balia delle mie emozioni.
E’ sempre stato tutto perfetto. In ogni si e no che ho espresso, ho fatto i conti con me stesso e la vita.
Ho imparato a coglierne l’insegnamento e aprirmi con umiltà e riconoscenza a ricevere il dono.
Dunque…
Molte persone diventano disponibili ad accettare aiuto solo dopo aver toccato il fondo.
Non avendo più nulla da perdere diventano improvvisamente disponibili.
Che cosa non sei disposto a fare in questo momento della tua vita per la tua crescita personale?
Quando dici no esattamente che cosa stai dicendo? Quando dici si?
Sei consapevole che molti dei tuoi no sono una reazione ai no che non sei stato in grado di dire o a quei si che hanno generato dispiacere, dolore, solitudine?
Resistere è essenziale: è un meccanismo di protezione.
Ma come è possibile conoscere qualcosa di nuovo se si continua ad andare via, ad attivare come meccanismo di difesa la fuga o la sfida?
Spesso è più sicuro essere in catene che liberi.
(Franz Kafka)
- Cosa ti aiuterebbe a sentirti al sicuro in una sana relazione di collaborazione?
- Cosa non vuoi che ti accada se ti immagini di incominciare insieme?
- Da cosa ti accorgerai che c’è reciprocità e chiarezza?
Tutti vogliamo vincere diciamocelo.
Ma vincere cosa significa, qual è il significato che gli attribuisci?
Un ultimo sforzo. Tratto dal libro di Og Mandino: “Il più grande miracolo del mondo”.
“Vede signor Og, molti di noi costruiscono da soli la propria prigione e, dopo averla occupata per un certo periodo, si abituano alle sue mura e accettano la falsa premessa di essere incarcerati a vita. Appena questa convinzione si impadronisce di noi, abbandoniamo la speranza di poter poi fare qualcosa di più nella nostra vita e di poter mai dare ai nostri sogni l’occasione di realizzarsi.
Diventiamo dei burattini e cominciamo a patire la morte vivente. Può essere degno e nobile il sacrificare la vita ad una causa o agli affari o alla felicità degli altri, ma se nel far questo si è personalmente infelici e inappagati e ce ne accorgiamo, allora continuare così diventa un’ipocrisia, una menzogna. Significa rifiutare la fede instillata in noi dal Creatore.”
“Simon mi perdoni, ma non le è mai venuto in mente che forse non dovrebbe interferire nella vita degli altri e che lei non ha il diritto di farlo? Dopo tutto questa gente non va in giro a cercarla. E’ lei che deve scovarli e poi convincerli che possono avere una nuova vita se hanno voglia di tentare. Lei non starà cercando di sostenere il ruolo di Dio?”
Il viso del vecchio si addolcì in uno sguardo di simpatia e compassione per quel che gli appariva un’evidente mancanza di sensibilità e comprensione da parte mia. Ma la sua risposta fu breve e indulgente.
“Signor Og. Io non interpreto il ruolo di Dio. Quel che lei presto o tardi imparerà è che Dio molto spesso recita la parte dell’uomo. Dio non vuol far nulla senza l’uomo e ogni volta che compie un miracolo lo fa sempre per mezzo dell’uomo”
Grazie
Con amore e riconoscenza
Angelo
Procuratore di calcio e pallacanestro, la mia personale esperienza
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Agenti sportivi: quando un’atleta ti comunica “ho trovato un altro procuratore”: https://youtu.be/1GF1NJNtIAk?si=1mkgyatyBTYZVhtg
Il mio lavoro sul sistema nervoso: conflitti interiori, traumi e shock emotivi
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l potere della dipendenza: dipendenza dal potere e dal successo https://youtu.be/KXXT1S7WLFc?si=WUFSU24mTuIDcM6n
Agenti sportivi e calciatori professionisti: crescere nell’Amore
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