IDENTIFICAZIONE COL SUCCESSO E CON L’INSUCCESSO.

Poco importa che sia un successo o un insuccesso.
Quando un giocatore si identifica in uno di questi due aspetti genera dentro di sé un attaccamento emotivo.
Questo attaccamento altro non è, per darti un’immagine, quella di un nodo.
Quando si genera un nodo, l’attenzione della persona da lì in poi sarà sul nodo, anche se l’individuo non è del tutto cosciente.
Il nodo rappresenta una interruzione: qualcosa nella vita di quella persona è stato emotivamente intenso.
Un pensiero di cosa si nutre?
Delle emozioni.
È un caso dunque secondo te se un’atleta si identifica col successo o l’insuccesso?
Il nodo rappresentata il picco di energia che la persona o l’atleta come in questo caso, non è stato in grado di gestire in una determinata situazione.
Il sistema nervoso di conseguenza ha generato nel corpo una serie di cambiamenti sia a livello biochimico, sia di sensazioni fisiche che di emozioni.
È da qui che tutto parte.
Cosa fare? Sciogliere l’attaccamento, la credenza che si è generata e gli scenari che l’atleta proietta sul futuro anche se non si sono verificati.
Va detto che dentro la testa dell’atleta è come se fossero già avvenuti. Ricordiamoci che ciò che guida l’atleta nel suo agire è invisibile agli altri.
Occorre aprirsi un protocollo di lavoro individuale per riprogrammare le proprie cellule, la qualità del ricordo che genera l’attaccamento, la credenza, i pensiero e i comandi che si sono generati.
Vorresti imparare a sviluppare il tuo gioco interiore?
Un problema non può essere trasformato con la stessa consapevolezza con cui si è generato.
