Allenare: il ruolo dell’allenatore

Intervista a Gianluca Pesatori allenatore Under17 Regionale Sancolombano Calcio
Ciao Gianluca e benvenuto in questo spazio di condivisione e confronto.
Che cosa significa per te allenare?
Adoro il calcio! Vivo questo sport come parallelismo della vita. Considero un privilegio la possibilità di condividere un progetto sportivo, osservando e magari contribuendo al miglioramento dei ragazzi. Soprattutto è un’esperienza sempre nuova che mi aiuta e mi ha aiutato molto a migliorare. In sostanza imparo più io dai miei ragazzi che loro da me…in una parola: scambio!
Che cosa impedisce a tuo parere alle società sportive di aprirsi al cambiamento?
Le società sono fatte di persone. Sinceramente, nel calcio, trovo ci siano un sacco di influenze esterne che, in qualche modo interferiscano e condizionino molte scelte. È un grosso contenitore all’ interno del quale troviamo di tutto. Il risultato fa produrre una grandissima confusione e di conseguenza dispersione di talento nei ragazzi: processo che , in questi anni si è anche amplificato e per questo mi sento anche un po’ responsabile. Pertanto credo che questo sport si stia evolvendo molto e che pur mantenendo radici ben salde nel passato richiede sempre più attenzione ai particolari e specificità nei ruoli (e non mi riferisco a difensori o attaccanti). Pertanto credo che curare la formazione, sia tecnica che attitudinale, di dirigenti ed istruttori sia indispensabile. Nonostante si faccia parte della categoria dilettanti occorre molta disponibilità al confronto con professionisti e mi riferisco sia alla sfera tecnico/tattica che soprattutto a quella gestionale ed emotiva.
Che cosa provi quando sei sul campo?
Dopo vent’anni che alleno sento ancora “scorrere” l’adrenalina nel preparare una partita…o nel gioire dopo una gara ben disputata…oppure al termine di una semplice esercitazione ben eseguita provo ancora una felicità paragonabile a quella che avevo da ragazzino quando andavo all’ oratorio a giocare a pallone. Tutte queste situazioni mi trasmettono grande positività.
Nelle vesti di padre qual è il tuo punto forte e un area di miglioramento?
Non sono in grado di valutare un punto di forza! Forse questa è un’area che devo migliorare! Ripeto, non so quale sia il mio punto forte ma di certo la cosa che cerco di trasferire è SAPER AMARE! Amo mia moglie, amo lui(mio figlio), la mia famiglia, ma amo anche il mio lavoro facendolo con passione così come amo allenare. Cerco di trasmettere con semplicità, con l’esempio quanto possa fare la differenza saper amare…sapersi donare e sapersi accogliere.
L’amore nella tua vita che posto occupa? Quanto è importante? Che cosa
significa per te amare?
Penso di aver già risposto qui sopra…
Che cosa impedisce ai ragazzi a tuo parere di autorealizzarsi? Che cosa non riescono o non sono disposti a vedere e affrontare?
il cambiamento…”sono cambiamenti solo se spaventano…” ( cit. Subsonica). Penso che cambiamento da una parte spaventi ma dall’ altra sia sinonimo di miglioramento e trovo che dobbiamo essere noi genitori/istruttori a proporlo continuamente. I ragazzi vedono il cambiamento con eccessiva paura a causa nostra perché non gli viene offerto concretamente come opportunità di migliorarsi. Noi adulti dobbiamo assumerci questa responsabilità offrendo esempi positivi e proponendo la migliore versione di noi stessi. Penso sia un tema di grande interesse sociale e non solo nello sport.
Qual è il cambio di mentalità che a tuo avviso dovrebbero fare le famiglie?
Parto da una metafora: ad una pianta, per crescere forte e robusta, vanno tolti i rami secchi ed improduttivi ma non dimentichiamoci che deve conservare radici ben salde e sempre più ancorate al terreno. Le famiglie non sempre arrivano a potare tutti i rami oppure loro stessi non hanno radici ben salde pertanto ritengo che condividere esperienze, parlare, confrontarsi ed aprirsi a persone più preparate possa generare cambiamento/miglioramento. Il cambio di mentalità sta nel riconoscere questo.
Per che cosa vorresti essere ricordato dai tuoi ragazzi?
Va da sé che ogni volta che si scende in campo, lo si fa per vincere e le vittorie sono quelle che rimangono più impresse! Tuttavia ritengo il calcio uno “strumento privilegiato” per poter accrescere la nostra capacità relazionale e diventare persone migliori…e vincenti. Questo!
Che cosa significa per te vincere?
Prefissarsi un obiettivo e cercare di raggiungerlo con determinazione. Una volta raggiunto, la vittoria sta nella capacità di valorizzare il percorso proprio per trarre insegnamento dall’ unicità che caratterizza il percorso stesso…così da cominciarne un altro…tagliando i rami secchi ed ancorando meglio le radici!
Che cosa auguri a tuo figlio e ai tuoi giocatori per il futuro?
Di godersi il percorso e gioire lungo la strada!
C’è qualcuno che ha inciso più di altri nel tuo percorso di crescita umana? Che insegnamento ne hai tratto?
E’ normale che le persone che più ho frequentato e che frequento abbiano inciso ed incidano maggiormente e mi ritengo fortunato ad avere una famiglia fantastica. Tuttavia penso che, per ogni diversa età ci siano state diverse figure che abbiano caratterizzato il periodo magari solo con una frase o un atteggiamento oppure un semplice incontro. Quello che colgo, a distanza di anni è un comune denominatore: hanno tutti quanti la fantastica qualità di trarre insegnamento da ogni cosa. Solo adesso, ripensando chi più ha determinato nelle mie scelte ritrovo questo valore. Molti dicono che si tragga vantaggio dagli errori fatti, io penso si debba imparare da tutto, non solo dagli errori. Bisogna principalmente valorizzare il bello che c’è in noi ed “usarlo” come leva per migliorare laddove siamo più deboli. Ecco, sicuramente chi mi ha frequentato e che mi ha trasmesso questo, ha inciso.
Ti andrebbe di condividere i tre episodi più significativi nelle tue vesti di allenatore?
Il primo si riferisce alla prima esperienza in panchina. Ricoprivo il ruolo di secondo allenatore in prima squadra(eccellenza) e la società decise di affidarmi anche l’incarico di allenatore della Juniores. Oltre alla grande soddisfazione per la fiducia in me riposta, ricordo indelebile è la mia “prima” . in modo particolare la spensieratezza da un lato e la grandissima carica emotiva dall’ altro.
Il secondo riguarda nuovamente la mia prima esperienza da allenatore ma stavolta dei “grandi”: anche in quell’ occasione provavo molta gratitudine per l’opportunità offerta. Fu un anno fantastico sportivamente parlando. Partiti senza i favori del pronostico in un campionato difficile come la Promozione, finimmo la stagione in crescendo agguantando i play-off. Il primo turno ci opponeva alla squadra del mio paese e per me era un derbissimo. Nonostante loro fossero ben più quotati, vincemmo di fronte ad un pubblico numerosissimo disputando una gara bellissima piena di episodi stupendi. Vedere, al termine della partita, la gioia di chi sosteneva la squadra, dei miei familiari mi mette i brividi ancora adesso…
Il terzo in realtà mi piace pensare che debba ancora arrivare… ma che sostanzialmente accade ogni allenamento quando vedo il sorriso dei ragazzi mentre corrono, sudano, si divertono e soprattutto cooperano fra loro.
Quando sei “caduto” nella vita che cosa hai fatto per rialzarti?
Sinceramente non so rispondere. Penso solo che quando uno cade debba avere la forza di mantenere alto il livello di “osservazione”, se così si può definire, perché qualche appiglio o qualche aiuto c’ è sempre ed è determinante riconoscerlo e coglierlo…la capacità di risalita sta in questo: riconoscere persone che ti possono aiutare!
A chi ci legge che cosa vuoi dire?
Oggi la visibilità amplificata con i social ha reso tutti molto ambiziosi…ognuno di noi con una foto, con un post ha la percezione di essere un po’ al di sopra…
Il mio invito è quello di non disperdere la capacità comunicativa verbale, fatta di confronto, di tono della voce, di linguaggio del corpo, di emotività lavorando molto sulla qualità della stessa per rendere migliori le relazioni. Tra le tante responsabilità che abbiamo penso che quella di migliorare le relazioni sia la più significativa .
Un sincero grazie a Gianluca per la sua apertura di cuore. Ci vediamo a questo punto lunedì 14 gennaio a S.Colombano per l’incontro di formazione “diventa ciò che sei” riservato alle famiglie e giocatori dell’ Under 17 del Sancolombano Calcio.

